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“Cronache dal pianeta delle tecnoscimmie”: nuovo appuntamento!

Dopo l’interessante e partecipato incontro con il collettivo ippolita, nuovo appuntamento con il progetto “Cronache dal pianeta delle tecnoscimmie”: mercoledì 17 dicembre, alle 20.30, nello spazio di via Montesanto 28, a Cagliari, proietteremo e discuteremo insieme “The National Anthem“, episodio iniziale della serie televisiva britannica “Black Mirror“.

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La serie, ideata e prodotta da Charlie Brooker, ha un cast e una trama diversa per ogni episodio, ma un tema comune: il ”dark side” della tecnologia, il nostro legame con i media e gli effetti che essi possono avere – hanno – sulla nostra vita.

L’episodio pilota della serie, ‘The National Anthem’, è un thriller politico di 44 minuti, durante i quali il Primo Ministro britannico Michael Callow affronta un dilemma scioccante, e rappresenta una critica feroce al mondo moderno della comunicazione.

Incontro con il collettivo ippolita

Lunedì 15 dicembre 2014, alle ore 18.30, in via Montesanto 28, a Cagliari, incontro con il gruppo di ricerca ippolita su “Tecniche di autodifesa digitale. Come riprenderci le nostre libertà“.
Dal 2005 il collettivo ippolita riflette su internet e sulle sue contraddizioni, e si è affermato come una delle voci più autorevoli nel panorama italiano della teoria critica della Rete.
A due anni di distanza dall’ultimo lavoro “Nell’acquario di Facebook”, libro in cui veniva decostruito il progetto che anima il social network in blu, il gruppo di ricerca è tornato recentemente nelle librerie con il volume “La rete è libera e democratica. Falso!”, edito da Laterza.
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Dalla recensione del libro “La rete è libera e democratica. Falso!” di Giuliano Milani, pubblicata sulla rivista Internazionale:

 “Il libro offre tre argomenti contro la tesi secondo cui la rete è una fonte di libertà e democrazia. Il primo argomento è che la rete non è solo il world wide web; sotto la superficie del web ci sono molti altri servizi il cui scopo fondamentale è raccogliere dati sugli utenti per fare pubblicità mirate. Il secondo argomento è che i movimenti politici che nascono in rete di solito non generano partecipazione ed elaborazione di idee. La libertà di parola che consentono si traduce raramente in discussione e tende invece a suscitare una ricerca d’identità ossessiva e un certo rancore rispetto a tutto ciò che è fuori dal gruppo. Il terzo argomento, il più radicale, è che la rete non produce i due risultati che ci si aspetta dalla democrazia, cioè la deliberazione collettiva e la ricerca del consenso. Si limita a fornire l’illusione di una libertà di consumo che in realtà ha costi molto alti, in termini di privacy e di raccolta dati. Questo non significa che internet sia solo un sistema per renderci schiavi delle multinazionali, ma certamente che è nata, si è sviluppata ed è usata per scopi diversi dalla nostra felicità”.

L’incontro si inserisce nell’ambito delle attività del progetto “Cronache dal pianeta delle tecnoscimmie” dell’Associazione Terra Onlus, finanziato dalla Provincia di Cagliari – Assessorato alla cultura.

Per maggiori informazioni: http://www.associazione-terra.eu/progetti/arrivano-le-tecnoscimmie/.

Dicono di noi: L’Unione Sarda del 14 dicembre 2014

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Secondo appuntamento con le attività del progetto “Cronache dal pianeta delle tecnoscimmie”

Secondo appuntamento con le attività del nostro progetto “Cronache dal pianeta delle tecnoscimmie”: mercoledì 10 dicembre, alle ore 20.30, in via Montesanto 28, a Cagliari, proietteremo e discuteremo insieme il film “Her” (Lei) di Spike Jonze.
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In un futuro non troppo lontano, Joaquin Phoenix è Theodore Twombly, malinconico impiegato – scrittore di lettere per conto altrui, che trascorre le sue giornate in solitudine, tra l’ufficio e le serate a casa, al pc, tra videogiochi e chat.
La sua vita cambia quando decide di comprare un sistema operativo rivoluzionario, una vera e propria intelligenza artificiale, che impara e cresce, non solo cognitivamente, ma anche emotivamente, con il proprio utente. Tra Theodore e Samantha – questo il nome del sistema operativo – nasce un’intesa che diventa una storia d’amore.
Il film, che ha vinto il premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale, è ambientato nel futuro che si sta delineando: insicuri e ansiosi nelle relazioni, ci affidiamo alla tecnologia per instaurare rapporti, e allo stesso tempo proteggerci da essi. Temiamo i rischi e le delusioni dei rapporti con gli altri esseri umani; siamo decisi ad attribuire qualità umane alle cose e a trattarci reciprocamente come oggetti.
“Her” è una storia di dissociazione emotiva e insieme di speranza perché, raccontandoci la saturazione digitale, ci fa interrogare su ciò di cui abbiamo più bisogno, e su cosa siano i rapporti umani.
Come sempre, il nostro invito è: essiateci e interagiteci tutt*!
(Nella foto sotto, lo spazio off di Via Montesanto, 28, a Cagliari, che ospita le attività del nostro progetto).
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Arrivano le tecnoscimmie!

Cronache dal pianeta delle tecnoscimmie” è un progetto dell’Associazione Terra Onlus che vuole offrire un’occasione di riflessione sull’impatto sociale e psicologico – e non solo – delle nuove tecnologie, e su come queste ultime stanno trasformando il nostro “io immateriale”.

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Nell’era dell’iPhone e del wi-fi siamo “sempre accesi” e colpiti dalle nuove patologie dell’era digitale: chi riesce a staccarsi dal cellulare, e a sfuggire alla tirannia dell’email, del sms, del post? Chi resiste alla compulsione di leggere l’email, o di scorrere la timeline di facebook la mattina, appena svegli, e di ricontrollarle prima di andare a letto? Ci siamo trasformati in “tecnoscimmie”: non siamo mai al 100% sulla terra, né nello spazio; siamo quasi prigionieri di quelle tecnologie che dovrebbero liberarci, arricchirci, potenziarci.

Dal 3 dicembre, a Cagliari, cercheremo di approfondire questo tema attraverso una rassegna cinematografica e due incontri pubblici.

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La rassegna cinematografica sarà inaugurata mercoledì 3 dicembre, alle ore 20.30, dalla proiezione del film “S1mOne” di Andrew Niccol (USA 2002, 104′).

A seguire, mercoledì 10 dicembre, sempre alle ore 20.30, l’appuntamento con il film “Her” di Spike Jonze (USA, 2013, 126’).

Lunedì 15 dicembre 2014, alle ore 18.30 ospiteremo il collettivo Ippolita (http://ippolita.net) che ci suggerirà alcune “Tecniche di autodifesa digitale“.

La rassegna cinematografica proseguirà mercoledì 17 dicembre, alle ore 20.30, con “The National Anthem” di Charlie Brooker (Gran Bretagna, 2012, 44′), episodio iniziale della serie televisiva “Black Mirror”.

Sabato 20 dicembre è previsto l’incontro finale con Carlo Gubitosa, con cui, alle 18.30, converseremo su come “Rompere le barriere della rete“.

Le proiezioni e  gli incontri, con ingresso gratuito,  avranno luogo in via Montesanto 28 a Cagliari.

Il progetto è finanziato dalla Provincia di Cagliari – Assessorato alla cultura (LR. 17/50 – annualità 2014).

Credits per la grafica:

fronte cartolina: robot, The Noun Project

retro cartolina: when you see the amazing sight, Kim Dong-kyu

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“Cronache dal pianeta delle tecnoscimmie”: uno spazio per confrontarci sull’impatto sociale e psicologico (e non solo) delle nuove tecnologie

Da qualche settimana è attiva la pagina facebook “Cronache dal pianeta delle tecnoscimmie”,  uno spazio nel quale vorremmo esplorare un tema che ci appassiona: l’impatto sociale e psicologico (e non solo) delle nuove tecnologie.

Nell’era dell’iPhone e del wi-fi siamo “sempre accesi” e colpiti dalle nuove patologie dell’era digitale: chi riesce a staccarsi dal cellulare, e a sfuggire alla tirannia dell’email, dell’sms, del post? Chi resiste alla compulsione di leggere l’email la mattina, appena svegli, e di ricontrollarla prima di andare a letto? Di fatto trattiamo i nostri telefoni cellulari come piccoli Tamagotchi, e rispondiamo ubbidienti alle vibrazioni dei nostri piccoli mostri. Abbiamo tanti contatti, ma non riusciamo mai a chiudere la comunicazione; pc, telefonino, facebook, twitter, skype: siamo connessi, ma non siamo davvero presenti, e ci è sempre più difficile mantenere un’attenzione totale e costante, anche nei rapporti faccia a faccia. Mezzi avatar e mezzi zombie, ci siamo trasformati in “tecnoscimmie” e viviamo nel multitasking relazionale: non siamo mai al 100% sulla terra, né nello spazio. Siamo quasi prigionieri di quelle tecnologie che dovrebbero liberarci, arricchirci, potenziarci.

Le nuove tecnologie della comunicazione annullano le distanze, o impoveriscono la nozione stessa di spazio? Oggi ci ritroviamo in spazi pubblici senza più interagire: ognuno è incollato al proprio dispositivo mobile, che funziona come portale di accesso ad altre persone, ad altri luoghi. La tecnologia ci mette in ‘pausa’.

Il multi-tasking ci trasforma in esseri umani dotati di super-poteri, o ci auto-danneggia, illudendoci di aver raggiunto incredibili livelli di produttività, ma in realtà impedendoci di sviluppare pensieri davvero coerenti? Come cambia l’apprendimento nell’epoca della connessione?

Quali sono le conseguenze dell’uso della tecnologia sulla nostra identità? Oggi il sé si costruisce anche sulla base dei contatti raggiunti, dei “mi piace” ottenuti, delle chiamate ricevute, delle e-mail spedite. La tecnologia porta al ritorno del narcisismo e rende più fragili le personalità più sensibili, che hanno bisogno di costanti conferme.

A questi interrogativi la psicologa americana Sherry Turkle ha dedicato il libro “Insieme ma soli” (Codice Edizioni), nel quale analizza cosa succede quando è la tecnologia a costruire l’intimità: le relazioni possono ridursi a semplici connessioni, e la connessione facile si ridefinisce come intimità. Usiamo un sms per costruire un rapporto, ma anche per difendercene; preferiamo scrivere piuttosto che parlare al telefono e piuttosto che incontrarci, per assicurarci contro i rischi e ripararci dalle delusioni. Alla fine conta più il tweet brillante del fatto che “ci sei e ho bisogno di te”. Sembriamo vicini ma siamo lontani, e la nostra cyberintimità scivola in inquietanti cybersolitudini.

Su questi temi, e non solo – su come, ad esempio, sia cambiato il senso del “viaggiare” nell’epoca della connessione, su come si è rivoluzionato il nostro rapporto con le immagini … – vorremmo provare a discutere e confrontarci con voi.

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