Dalle balie alle badanti

Il progetto “Dalle balie alle badanti. Viaggio per immagini nelle migrazioni femminili”, ideato e organizzato dall’associazione Terra, si è posto l’obiettivo di approfondire il tema delle migrazioni femminili. Attraverso il confronto fra le condizioni delle balie di ieri e delle badanti di oggi, si è inteso evidenziare analogie e differenze e il tratto amaramente comune dell’invisibilità del lavoro di cura, un lavoro mai valorizzato pienamente e da sempre svolto prevalentemente dalle donne.

L’obiettivo è stato realizzato attraverso la proiezione di un film a soggetto e di due documentari, e attraverso due eventi, integrati con le proiezioni: l’incontro con lo scrittore Gianni Caria, autore del romanzo “La badante di Bucarest”, e l’incontro pubblico di approfondimento con le lavoratrici e con le associazioni locali che si occupano del lavoro di cura.

Il progetto è stato finanziato dalla Provincia di Cagliari – Assessorato alla Cultura (L.R. 21/06/1950 n° 17  – annualità 2012) per un importo di 500 euro.

Le attività si sono svolte a Cagliari, nei mesi di novembre 2012 e marzo 2013.  Le proiezioni e l’incontro pubblico si sono svolte presso la sede del Circolo del Cinema FICC Laboratorio28, in via Montesanto, 28; l’incontro con lo scrittore Gianni Caria ha avuto luogo presso il Caffè Savoia, in via Savoia, 14, a Cagliari.

Le proiezioni e gli incontri hanno registrato una buona affluenza e un buon successo di pubblico.

Pur nell’esiguità delle risorse a disposizione, si ritiene siano stati raggiunti i risultati previsti dal progetto; in particolare, si sono forniti strumenti di riflessione su due esperienze migratorie che hanno per protagonista il nostro paese; si è favorita una comprensione critica del fenomeno specifico alle migrazioni femminili, risorsa del nostro welfare; si è attivata la partecipazione attiva sui temi indicati.

Di seguito il programma e il dettaglio delle iniziative realizzate.

Rassegna cinematografica

La rassegna cinematografica, composta da 3 film, di cui 1 a soggetto e 2 documentari, ha inteso fornire uno sguardo sul tema ampio delle migrazioni femminili, oggi alimentate dalla debolezza del welfare familiare, alla base dell’alta domanda di lavoro straniero per il sostegno alle attività di allevamento e di cura.

I temi sono stati affrontati in film e documentari, strettamente legati ai successivi incontri pubblici in programma.

La balia di Marco Bellocchio – Italia 1999, 106′

Nella Roma umbertina, percorsa da fermenti sociali e repressione poliziesca, in una famiglia dell’alta borghesia nasce un figlio. La vita dei genitori, lo psichiatra professor Mori e la moglie Vittoria, viene trasformata: pur compiendo i propri doveri di madre, Vittoria non riesce a provare alcun sentimento per la creatura che ha dato alla luce e il bambino non si attacca al seno della madre. Mori decide di prendere una balia; la scelta cade su Annetta, una ragazza che ha intravisto in treno insieme a un gruppo di sovversivi. Annetta si dedica al neonato con grande affetto, ma le sue attenzioni nei confronti del figlio aumentano l’angoscia di Vittoria.

Hanna e Violka, di Rossella Piccinno – Italia 2009, 56′

Hanna Korszla è una delle 1.700.000 badanti presenti in Italia, vive in Salento da tre anni insieme a Gina e Antonio, un anziano ultraottantenne malato di Alzheimer, di cui si occupa costantemente. Violka è sua figlia, diciannovenne polacca senza lavoro. Le vite di Hanna e Violka si incontrano come in uno specchio scambiando i propri ruoli nella cura di ‘Ntoni. E’ così che Hanna può finalmente ritornare in Polonia a riabbracciare il resto della sua famiglia confrontandosi con un presente e con un passato difficile, mentre Violka, badante-bambina, fa i conti con un soggiorno che non si rivela essere proprio “una vacanza”.

Ritratto di famiglia con badante, di Alessandra Speciale – Italia 2009, 51′

Nel documentario l’autrice mette a nudo la propria esperienza coinvolgendo nel progetto la madre e, soprattutto, la novantasettenne nonna. La macchina da presa spia il rapporto fra l’anziana, molto debole e non autosufficiente, e una giovane ragazza straniera che si occupa di assistere la signora. Le incomprensioni e i chiarimenti fra le due donne sono intervallati da sequenze dedicate ad un’agenzia di Milano, nella quale viene data la possibilità di avere una consulenza di lavoro alle aspiranti badanti. Il destino delle badanti straniere e quello degli anziani italiani sembrano paralleli: entrambi vivono infatti una situazione difficile, nella quale si sentono fortemente spaesati.

Le proiezioni sono state seguite dal dibattito con il pubblico.

Incontro con lo scrittore Gianni Caria

Il romanzo La badante di Bucarest racconta la storia di Maria, ex insegnante licenziata per esubero con due figli adolescenti, costretta a lasciare un’Italia che, a seguito del tracollo economico, si trova nelle stesse condizioni dei paesi dell’est. Maria va a Bucarest per lavorare come badante, in una casa borghese di nuovi ricchi: deve assistere un anziano bloccato a letto. Un po’ alla volta tra i due si instaura un rapporto particolare.

La badante di Bucarest è una storia di riposizionamento sociale e psicologico, in cui la protagonista riflette sugli inganni culturali della società, sulla colpa, sul rapporto con il marito e i figli, sul nuovo classismo o razzismo dei romeni, dove non mancano situazioni e pensieri intrisi di amara ironia.

Il romanzo è stato presentato dal suo autore, il magistrato sassarese Gianni Caria, il 21 novembre, alle 18, presso il Caffè Savoia, in via Savoia, 14, a Cagliari.

Gianni Caria ha conversato con Teresa che, con Valentina, ha seguito il progetto per l’associazione Terra.

L’incontro è stato particolarmente apprezzato dal numeroso pubblico presente.

Incontro pubblico di approfondimento

Il 24 marzo, la proiezione del documentario Ritratto di famiglia con badante è stata seguita da un incontro di approfondimento sui temi del progetto: Marina Georma, lavoratrice di cura, e Valentina Piras dell’Associazione Genti de mesu, si sono confrontate con il pubblico presente sui temi suggeriti dalla visione del documentario di Alessandra Speciale.

Marina Georma ha raccontato la propria esperienza di lavoratrice di cura, soffermandosi sulla relazione famiglia/badante, che richiede una buona dose di adattamento ad entrambe le parti: determinante per una buona esperienza lavorativa è la creazione di un clima di rispetto, di scambio di conoscenze e di “comunicazione affettuosa”.

Valentina Piras di Genti de mesu ha riferito dell’esperienza maturata nell’ambito del progetto “Equi-libri – Biblioteca di Piazza“, nato per entrare in relazione con le donne dell’est e per poter venire incontro alle loro esigenze. Il progetto,  partito con l’apertura di uno stand di prestito gratuito di libri in lingua russa, ucraina, bielorussa e moldava, ospitato in Piazza Ingrao, a Cagliari – il luogo frequentato dalle badanti che vivono e lavorano nella nostra città – è oggi diventato una piccola biblioteca che registra, al suo secondo anno di attività, una buona affluenza.

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