Progetto Baobab. Percorsi interculturali

 

Il progetto “Baobab – Percorsi interculturali”, finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito dell’“Avviso Pubblico per la presentazione di proposte progettuali in attuazione del piano straordinario a favore dei giovani e degli adolescenti: cofinanziamento di progetti ad associazioni senza fini di lucro nei diversi settori di interesse giovanile” (L.R. 3/2008, art.8, comma 37), ha inteso promuovere tra i/le giovani e gli/le adolescenti di età compresa tra i 14 e 30 anni, il dialogo e lo scambio sui temi dell’intercultura, della rappresentazione del “diverso”, della differenza di genere e della cittadinanza consapevole, prevenendo e contrastando la formazione di stereotipi e pregiudizi.

Queste le attività realizzate nell’ambito del progetto:

– una rassegna cinematografica sul tema delle migrazioni;

– quattro laboratori e quattro conferenze sui temi dell’intercultura, della cittadinanza attiva, della nonviolenza e della differenza di genere;

–  il concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”.

Le iniziative si sono proposte, attraverso l’utilizzo di linguaggi non formali, di sviluppare tra i partecipanti la curiosità, la comprensione e l’accettazione attiva dell’”altro”, stimolando la partecipazione attiva e promuovendo modelli e stili di vita positivi e solidali.

Di seguito il dettaglio delle iniziative realizzate nell’ambito del progetto, tra il marzo 2012 e il  giugno 2013.

La rassegna cinematografica “Nuovomondo. Proiezioni e incontri sulle rotte dei migranti”

La rassegna è stata elaborata, organizzata e cofinanziata dall’Associazione Terra con il Circolo del Cinema FICC Laboratorioventotto. Al finanziamento regionale si è sommato il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari, ottenuto nell’ambito dei “Contributi alle associazioni studentesche per la realizzazione di attività culturali e sociali per l’annualità 2011”.

Le proiezioni e gli incontri si sono svolti presso la sede del circolo LaboratorioVentotto in Via Montesanto 28, a Cagliari.

Alla realizzazione della rassegna ha inoltre collaborato l’associazione Art’in, che ha messo a disposizione gratuitamente lo spazio del Teatro Adriano di via Sassari per i concerti di Antonio Castrignanò e di Marco Rovelli, previsti in rassegna, e per la proiezione del primo film in programma.

L’ingresso agli appuntamenti era libero, con tessera del circolo FICC Laboratorio28 2012, al costo di 5 euro – 2,50€ per i/le giovani sotto i 30 anni – e validità per l’intera rassegna.

La rassegna cinematografica è stata inaugurata, il 20 marzo 212, al Teatro Adriano di via Sassari, a Cagliari, dall’introduzione musicale di Antonio Castrignanò, autore della colonna sonora del film di Emanuele Crialese, Nuovomondo (2006), il primo film proiettato, premiato con il Leone d’Argento al Festival di Venezia 2006 e candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2007.

Le melodie di Antonio Castrignanò, costruite con le percussioni, i ritmi, i violini, le vocalità, si rifanno alla musica etnica salentina: la pizzica e la taranta compaiono in brani come “Kalì Nifta”, “Corri” e “Corri Ancora”, brani portanti della colonna sonora del film.

Antonio Castrignanò e Marco Deriu, protagonisti del concerto di apertura del progetto

La rassegna è proseguita sino al 22 maggio 2012 nella sede del Circolo del Cinema FICC Laboratorio 28, in Via Montesanto 28 a Cagliari, con un percorso articolato attraverso il cinema, la musica e la letteratura, al fine di analizzare il tema delle migrazioni sotto diversi aspetti.

Nuovomondo_programma con sinossi

Sono stati ospiti della rassegna il sociologo Alessandro Dal Lago che il 4 maggio ha conversato con Francesco Bachis de “La costruzione dell’immagine dei migranti”; il regista Andrea Segre (11-12 maggio), che ha presentato il film “Io sono Li” (Italia 2011) e il suo nuovo documentario “Mare chiuso” (Italia 2012) che mostra cosa è accaduto nel Mediterraneo tra il 2009 e il 2011..

Nell’ambito della rassegna, il 7 e 8 maggio, si è tenuto il seminario “L’alterità in negativo. L’immagine dei migranti nei media“, a cura di Francesco Bachis, assegnista di ricerca in Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi di Cagliari . La partecipazione al laboratorio, rivolto prioritariamente agli studenti universitari, era gratuita.

Il 17 maggio Marco Rovelli, autore di “Servi e Lager Italiani“, ha guidato il pubblico in un viaggio “Nel paese sommerso dei clandestini” e, il giorno successivo, ha presentato il suo concerto “Viaggio al termine della notte”.

I laboratori interculturali

Il progetto ha previsto la realizzazione di quattro “bao-laboratori” sui temi dell’interculturalità, della cittadinanza attiva, delle politiche di genere e della nonviolenza.

I laboratori  sono stati realizzati in collaborazione con la cooperativa La Carovana, con l’Associazione Scambiare e con l’Associazione Teatro Iskra.

La struttura dei laboratori è stata definita nel corso di alcuni incontri che hanno avuto luogo a partire da marzo 2012.

Laboratorio sull’intercultura

Il laboratorio “Trasform-Azioni: Cambiare nella città che cambia”, a cura della Cooperativa Sociale La Carovana, è stato rivolto a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Ha avuto luogo a Cagliari, presso la sala polivalente del parco di Monte Claro, sabato 13 e domenica 14 ottobre, per 20 ore complessive.

Un momento del Laboratorio sull’intercultura, condotto da Mamadou e Eiad

Il laboratorio, condotto da un team multiculturale composto dai formatori Mamadou M’bengue e Eiad Salman, ha coinvolto un totale di 11 partecipanti, 7 ragazzi e 4 ragazze, di cui 9 italiani, un ragazzo senegalese e un ragazzo bielorusso.

Le tematiche affrontate durante le due giornate hanno riguardato l’immigrazione: in particolare, ci si è soffermati sull’analisi di termini che vengono usati spesso in modo inappropriato (extracomunitario, immigrato, emigrato, clandestino, zingaro) e sul ruolo e sulla responsabilità che, nel veicolare pregiudizi e stereotipi, hanno i mass media; si è inoltre riflettuto inoltre sui rapporti tra Nord e Sud del mondo. A partire dalla riflessione su alcune semplificazioni mentali che generano spesso situazioni di intolleranza nei confronti di alcune categorie di persone, su alcuni modi di dare e fare notizia, su alcuni pregiudizi e stereotipi riferiti a una parte di soggetti deboli della nostra società, ci si è confrontati sui rapporti tra il Nord e il Sud del mondo, e sui  meccanismi che causano un  divario economico tale da obbligare milioni di esseri umani a muoversi alla ricerca di migliori condizioni di vita.

Partendo dalla lettura di alcuni documenti storici, che raccontano l’immigrazione degli italiani all’inizio del secolo scorso, poi negli anni ’50, ’60 e ’70, si è riflettuto sull’emigrazione dall’Italia in quegli anni e sull’immigrazione in Italia in questi ultimi dieci/venti anni. Ci si è quindi soffermati sui cambiamenti e sulle trasformazioni delle nostre città e si sono analizzate alcune nuove forme di convivenza che si stanno sperimentando.

La metodologia impiegata è stata quella del gioco, grazie alla quale i partecipanti sono riusciti ad immedesimarsi in alcuni ruoli e ad esprimere pensieri e sentimenti, assumendo punti di vista differenti.

L’eterogeneità del gruppo, la sua piena disponibilità al dialogo e il suo totale coinvolgimento hanno prodotto discussioni ricche e profonde, nel pieno rispetto delle diverse opinioni e senza paura di essere giudicati per le posizioni assunte.

Laboratorio sulla cittadinanza attiva

Il laboratorio “Impressioni. Percorsi fotografici e di gioco alla scoperta delle differenze nella nostra città”, rivolto a ragazze e ragazzi tra i 15 e 18 anni, della durata di 20 ore, si è svolto nella Sala Polifunzionale della Provincia di Cagliari all’interno del Parco di Monteclaro a Cagliari. Il laboratorio, realizzato a cura dell’associazione (S)Cambiare , è stato suddiviso in 4 giornate (sabato 20 – domenica 21, sabato 27 – domenica 28 ottobre 2012) da 5 ore ciascuna (dalle ore 15 alle ore 20), per una durata complessiva di 20 ore.

Il laboratorio ha visto la partecipazione di 15 giovani dai 17 ai 23 anni (6 femmine e 9 maschi) di cui 5 di nazionalità straniera (tre ragazzi pakistani, una ragazza spagnola e una ragazza belga/marocchina).

Obiettivo generale dell’iniziativa era creare, attraverso il coinvolgimento di un gruppo di adolescenti e giovani adulti, uno spazio relazionale al di fuori dei contesti formali abituali: un’occasione per confrontarsi e raccogliere gli sguardi, le emozioni e le storie dei partecipanti rispetto al proprio personale modo di vivere gli spazi e le relazioni dentro la città di Cagliari. Il percorso si è focalizzato in particolare sugli incontri interculturali, sulla presenza e le rappresentazioni delle comunità straniere presenti in città e sui limiti e le possibilità derivanti da tale convivenza.

Strumento privilegiato e obiettivo stesso degli incontri è stato il gioco, considerato come dimensione del coinvolgimento e della fantasia, ponte tra il mondo interiore e la realtà sociale. I momenti di riflessione erano affidati al dopo gioco, situazioni in cui i partecipanti erano invitati a rileggere se stessi e gli altri alla luce di quanto vissuto nei giochi.

I giochi, così come tutte le attività del laboratorio si sono basati sull’uso delle immagini (ritagli di giornale, disegni, video, fotografie) come grammatica per raccontare e raccontarsi; in particolare, ci si è soffermati sull’uso dello strumento della fotografia (il fare e il rivedere): nell’atto di scattare si compiono delle scelte su cosa includere e non includere nell’immagine, in base alle quali sono “i miei occhi”, le mie premesse nell’osservazione. Dalle attività (specie nell’uscita per le strade della città e nella successiva composizione della mostra) questo funzionamento è risultato evidente, consentendo di approfondire con i partecipanti il discorso sul nostro modo di conoscere e vedere il mondo.

Con questi strumenti si sono affrontati i temi principali dell’iniziativa: le relazioni con gli altri (le prime impressioni, i pregiudizi, l’inclusione, l’esclusione), gli spazi di vita, le differenze a livello soggettivo e sociale e tutte le emozioni connesse a tali dinamiche.

La partecipazione al percorso è stata sia quantitativamente che qualitativamente positiva: dei 15 giovani coinvolti, solo tre hanno abbandonato il laboratorio dopo i primi due incontri.

Ciò che si è osservato emergere dal percorso è stato uno spostamento verso i temi relazionali interpersonali, la prospettiva io/tu (il mio spazio, i miei “muri” rispetto al vivere gli spazi cittadini), rispetto ai temi che vorrebbero porre la dimensione delle relazioni interculturali come oggetto latente di interesse, conflitto, confronto. In sostanza, il rapporto problematico al centro della vita dei giovani partecipanti, il terreno in cui giocano (o non giocano) le loro sfide quotidiane, è la relazione tra pari, con sullo sfondo una società difficile, a tratti incomprensibile, da cui provengono richieste a loro estranee. L’incontro tra culture è apparso dunque, prima di tutto, un incontro tra generazioni.

Una foto scattata dai partecipanti del Laboratorio “Impressioni”

Durante il laboratorio si sono mostrate più volte delle immagini, e l’immagine stessa è stata spesso oggetto di discussione a livello metaforico. Questo ha consentito di uscire gradualmente dalla dimensione del conflitto interpersonale, di guardare noi stessi in una prospettiva più ampia, come soggetti attivi e membri di una comunità che cambia. Il passaggio ha permesso di far esprimere le idee (i pregiudizi) rispetto ai temi dell’accoglienza, dell’incontro, delle possibilità di convivenza dentro la città. Ne sono nate interessanti discussioni, con alcuni accesi scambi di vedute e confronti tra idee del mondo.

A conclusione del laboratorio (e grazie ad alcuni incontri extra) il gruppo ha costruito una mostra fotografica per raccontare gli sguardi e i modi diversi di vivere la città di Cagliari. La mostra è stata allestita nei locali dell’Associazione “Don Chischiotte” di Cagliari in occasione della conferenza sulla cittadinanza attiva, svoltasi il 16 novembre.

Nelle valutazioni finali, i partecipanti si sono detti molto soddisfatti per il coinvolgimento e la possibilità di parlare e riflettere su se stessi, di confrontarsi con coetanei e persone più grandi in uno spazio accogliente e informale. Alcuni di loro hanno dichiarato di sentirsi cambiati dall’esperienza e di avere il desiderio di proseguire con altre iniziative.

Laboratorio sulla nonviolenza

Il laboratorio, a cura dell’Associazione Teatro Iskra, è stato rivolto a ragazzi e ragazze dai 18 ai 30 anni e si è svolto in quattro fine settimana consecutivi (12-13 gennaio; 19-20 gennaio; 26-27 gennaio; 2 febbraio 2013), dalle 15 alle 20, nella sala di via Montesanto, 28. La rappresentazione teatrale “Mi capisci? Interferencia!”, evento finale del laboratorio, è stato ospitato, il 2 e 3 febbraio 2013, presso la sala polifunzionale del Parco di Monte Claro, a Cagliari.

Al laboratorio hanno partecipato 2 ragazzi e 2 ragazze, una delle quali spagnola.

Il laboratorio teatrale è stato impostato come spazio di gioco e creatività, facendo in modo che i/le ragazzi/e potessero lavorare in gruppo, condividendo e socializzando le diverse proposte, nel rispetto delle idee di ciascuno.

Si è deciso insieme di realizzare una drammatizzazione: si sono quindi analizzate le diverse tecniche finalizzate a realizzare una buona messa in scena, quali la comprensione di un testo, il linguaggio, il movimento, elementi che hanno consentito una positiva interazione tra i ragazzi/e partecipanti, e un miglioramento della loro autostima.

I/le partecipanti hanno risposto positivamente agli stimoli proposti.  Si è partiti dall’allestimento scenico di una situazione surreale dove viene immaginata una pluriclasse multirazziale di alunni/e, alle prese con un metodo obsoleto di insegnamento della lingua italiana da parte dell’insegnante ufficiale, cui si contrappone la spensieratezza e la schiettezza degli stessi/e alunni/e. Il ritornare bambini è diventato il pretesto per riscoprire se stessi e le proprie radici culturali, e metterle a confronto.

Tra gli obiettivi raggiunti dal laboratorio: una migliorata conoscenza di sé e degli altri da parte dei partecipanti/e; l’acquisizione di competenze sul proprio corpo, in particolare sul gesto, il movimento e la parola; un migliore dominio di sé e di un comportamento corretto di rapporti interpersonali. Il laboratorio ha consentito il superamento di stati d’animo come la timidezza, l’incertezza e l’insicurezza, e l’espressione della propria capacità creativa.

Il laboratorio ha consentito ai partecipanti di mettersi in gioco attraverso il teatro; di creare e fare gruppo, instaurando rapporti di sincera amicizia. Si è inoltre stabilito un contatto con opere artistico-letterarie gia esistenti; con valori e modelli multi-etnici, incarnati da personaggi appartenenti a culture diverse; con diverse forme artistiche, che nel teatro trovano il loro naturale compiersi (recitazione, musica, danza, lettura, creazione del testo e pittura scenografica).

Alcune immagini delle prove dello spettacolo

Il pubblico al saggio finale del Laboratorio sulla non violenza

Le attività si sono articolate per 40 ore totali, secondo il seguente calendario:

Giorni 1 e 2 (10 ore): improvvisazione e tecniche teatrali di base; lettura espressiva; creazione testo.

Giorni 3 e 4 (10 ore):  improvvisazione ed assegnazione parti; lettura espressiva; creazione testo; montaggio scene.

Giorni 5 e 6 (10 ore): montaggio scene; prove d’insieme.

Giorni 7 e 8 (10 ore): prove generali e saggio finale.

Laboratorio sulla differenza di genere

Il 18 e 19 aprile 2013, con Lorella Zanardo e Cesare Cantù quali formatori, hanno avuto luogo i laboratori “Nuovi occhi per i media” rivolti a studenti e studentesse di quattro scuole della città:

–  giovedì 18, ore 9.00-13.00: incontro con gli studenti e le studentesse del Liceo psicopedagogico “De Sanctis” (3 classi del biennio, circa 45 tra ragazzi e ragazze, e tre insegnanti);

– giovedì 18, ore 15.00-18.30: incontro con gli studenti e le studentesse del Liceo classico Siotto (30 alunni/e del triennio, e tre insegnanti);

–  venerdì 19 ore 9.30-13.30: incontro con gli studenti e le studentesse del Liceo classico “Euclide” (2 classi del biennio, circa 35 alunni/e e due docenti);

–  venerdì 19 ore 15.00-18.00:  incontro con gli studenti e le studentesse del Liceo classico “G.M. Dettori” (30 alunni/e del triennio, e 2 insegnanti).

Lorella Zanardo è autrice, con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, del documentario “Il corpo delle donne” visto da quattro milioni di persone, e dell’omonimo libro, edito da Feltrinelli. Blogger, consulente organizzativa, formatrice e docente, insieme a Cesare Cantù ha ideato il corso di alfabetizzazione alle immagini e media education “Nuovi occhi per la tv“, rivolto agli studenti e alle studentesse.

Con “Nuovi occhi per i media“, per il consumo attivo della tv,  Lorella Zanardo e Cesare Cantù hanno fornito uno strumento chiaro e accessibile per tutti coloro che non vogliono subire più il marketing televisivo, ma intendono riappropriarsi della loro capacità di comprendere, discriminare, criticare. Perché “sono i cittadini consapevoli, pronti a rivendicare i propri diritti che possono cambiare la tv, i media e la società tutta“.

Conferenze

Gli incontri pubblici sui temi dell’intercultura, della cittadinanza attiva, della nonviolenza e delle differenze di genere sono stati realizzati in collaborazione con alcuni dei maggiori esperti e operatori in materia.

Conferenza sul tema dell’interculturalità

In contemporanea con la rassegna cinematografica Nuovomondo, l’8 maggio 2012, alle ore 18.30, in via Montesanto 28, a Cagliari, ha avuto luogo il primo dei quattro incontri pubblici in programma, dal titolo “La costruzione dell’immagine dei migranti”. L’incontro è stato animato dal sociologo Alessandro Dal Lago, professore straordinario di Sociologia dei processi culturali presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’ Università di Genova, autore, tra gli altri, del saggio Non persone. L’esclusione dei migranti in una società globale (Feltrinelli, Milano 2004) e dall’antropologo Francesco Bachis, ricercatore presso l’Università di Cagliari, intervenuto su Islamofobia e media in Italia. La conferenza è stata occasione per relazionare e discutere pubblicamente sul tema della costruzione dell’immagine dei migranti nei media e dell’islamofobia, sulla condizione dei diversi tipi di “alieni” (il migrante, il nomade, il profugo, lo zingaro: le non-persone della globalizzazione planetaria), “nemici” che minaccerebbero la convivenza del ricco Occidente o ospiti prossimi all’espulsione, accettati come lavoratori, ma in modo subalterno.

L’incontro ha registrato una buona partecipazione del pubblico.

Conferenza sulla cittadinanza attiva 

Venerdì 16 novembre 2012, alle ore 18, ha avuto luogo l’incontro con Leonardo Carocci su “Esperienze di cittadinanza attiva: per una città (che) si-cura”. L’incontro si è svolto presso la sede dell’Associazione Don Chisciotte, in via San Giacomo, 117, a Cagliari.

Leonardo Carocci è un sociologo e mediatore sociale; da anni coordina i progetti di mediazione interculturale al quartiere Esquilino di Roma. Attualmente è impegnato nel progetto “Mediazione sociale. Per una città che si-cura”. E’ autore e curatore di diverse pubblicazioni, tra cui segnaliamo “Sogni e conflitti: mediazione sociale e sicurezza urbana partecipata per una città (che) si-cura“, EGA 2008 (a cura di L. Carocci e A. Antolini).

L’incontro, cui ha partecipato un pubblico variegato, con una forte presenza di giovani, ha visto Leonardo Carocci raccontare le iniziative di mediazione sociale portate avanti in diversi quartieri multietnici di Roma, sia direttamente sia tramite alcuni video.

Col coordinamento di Enrico Euli si è poi sviluppato un dibattito partecipato, nel quale i/le partecipanti hanno portato alla luce alcuni nodi problematici dell’azione di mediazione e hanno proposto dei confronti con la realtà cagliaritana.

Durante la serata è stata inoltre possibile visitare la mostra fotografica realizzata dai  e dalle partecipanti al laboratorio interculturale Impressioni, tenuto durante il mese di ottobre dall’associazione (S)Cambiare.

 Conferenze sul tema della differenza di genere

Il tema delle differenze di genere è stato trattato nel corso di due appuntamenti, nei quali si è riflettuto sui cambiamenti nelle relazioni tra i generi – da non leggere alla luce della sola “questione femminile”, e sulla rappresentazione delle donne nei media.

Il 10 dicembre 2012  Stefano Ciccone, dell’Associazione Maschile Plurale, e Barbara Mapelli, della Libera Università delle Donne (LUD), sono intervenuti sul tema “Silenzi. Non detti, reticenze, e assenze di (tra) donne e uomini.

L’incontro, svoltosi alle 17.15, presso l’aula Motzo (corpo centrale, secondo piano) della Facoltà di Studi Umanistici – Piazza d’Armi, a Cagliari, è stato introdotto da Valentina Origa per l’associazione Terra e da Salvatore Deiana, ricercatore e docente di pedagogia. Il dibattito è stato coordinato da Silvia Niccolai, docente di Diritto Costituzionale e di Diritto delle pari opportunità e non discriminazione.

Salvatore Deiana, Stefano Ciccone, Silvia Deiana e Barbara Mapelli, relatori della conferenza sulle differenze di genere

Stefano Ciccone coordina il Parco Scientifico dell’Università di Roma Tor Vergata ed è fondatore dell’associazione e rete nazionale Maschile Plurale, che riunisce gli uomini interessati a pensare la propria identità e i modelli maschili. Tra le sue pubblicazioni sul tema ricordiamo “Essere maschi. Tra potere e libertà” (Rosenberg & Seller 2009).

Barbara Mapelli da molti anni si occupa dei temi legati all’educazione, con particolare attenzione alle culture di genere, svolgendo attività di docenza, ricerca e scrittura saggistica. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Baldaracco, è vicepresidente della Libera Università delle Donne (LUD); partecipa inoltre al gruppo «Suigeneri» presso la Libera Università dell’autobiografia. Tra le ultime pubblicazioni: “Sette vite come i gatti. Generazioni, pensieri e storie di donne nel contemporaneo” (Milano 2010).

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato studenti e studentesse dell’Università di Cagliari, oltre che cittadini e cittadine interessati/e al tema trattato, si è riflettuto sui cambiamenti nelle relazioni tra i generi, da non leggere alla luce della sola “questione femminile”, ma in una dimensione più ampia, quella della qualità dei rapporti tra uomini e donne. In particolare, Stefano Ciccone ha posto l’attenzione sul tema dell’identità maschile e sul lavoro che gli uomini dell’Associazione Maschile Plurale stanno svolgendo su di sé anche rispetto ai ruoli imposti dall’educazione e dalla cultura.

Venerdì 19 aprile alle 18.00, nell’aula magna del Liceo classico “G. M. Dettori”, a Cagliari, ha inoltre avuto luogo l’incontro con Lorella Zanardo e Cesare Cantù “Senza chiedere il permesso. Come cambiamo la tv (e l’Italia)”. L’incontro è stato introdotto e coordinato da Valentina Origa, insegnante e operatrice culturale, coordinatrice del progetto Baobab per l’associazione Terra Onlus.

Il tema delle differenze di genere è stato affrontato dai due relatori a partire dalle statistiche internazionali: l’Italia è, infatti, all’80° posto su 135 paesi nel Gender Gap Index 2012 del Forum Economico Mondiale: la disparità riguarda soprattutto il potere economico e la rappresentanza politica. L’incontro, che ha registrato una buona partecipazione di pubblico, ha voluto rappresentare un’occasione per riflettere su come anche i media e, in particolare, la televisione, possono svolgere un ruolo fondamentale verso il percorso di emancipazione delle donne e degli uomini, proponendo modelli finalmente autentici e reali.

La conferenza con Lorella Zanardo e Cesare Cantù

Conferenza sulla nonviolenza

L’incontro sul tema della nonviolenza si è svolto l’11 gennaio 2013 e ha visto la partecipazione della Dott. ssa Erika Degortes, intervenuta sul tema “La trasformazione nonviolenta dei conflitti: il modello Transcend di Johan Galtung”.

L’incontro è stato introdotto da Enrico Euli, docente di Metodologia del gioco, formatore alla nonviolenza e socio fondatore dell’associazione Terra.

L’incontro, che ha registrato una buona affluenza di pubblico, in particolare di studenti/studentesse universitari, è stato ospitato dall’Università di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici – Piazza d’Armi, a Cagliari.

Enrico Euli e Erika Degortes durante la conferenza sulla nonviolenza

Erika Degortes è co-direttrice del “Galtung Institut for Peace theory and Peace practice” e segretaria della TPU – Transcend Peace University.

Concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”

Il 20 marzo 2013, con lo slogan “Il vostro sguardo è importante!” è stato indetto il concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”.

Il concorso, aperto a tutti/e i/le giovani tra i 14 e i 30 anni, residenti o domiciliati nella provincia di Cagliari, che “volessero esplorare la città e provare a raccontarla in immagini che parlassero di intercultura, cittadinanza attiva, differenze di genere, nonviolenza”, si è posto l’obiettivo di realizzare, a giugno 2013, una mostra fotografica sulla ricchezza interculturale della città di Cagliari che esprimesse, attraverso immagini che parlassero di intercultura, cittadinanza attiva, differenze di genere, nonviolenza, la ricchezza e la complessità del dialogo interculturale e dell’incontro tra differenze.

Il termine per la consegna delle proposte è stato fissato al 30 aprile 2013 e, in seguito alle numerose richieste pervenute, successivamente prorogato al 10 maggio 2013.

La partecipazione al concorso, gratuita, ha previsto l’invio di foto, in formato jpg, risoluzione 300 DPI e dimensione non superiore a 10 MB, in bianco-nero o a colori, scattate con macchina fotografica digitale o analogica, con il telefono cellulare o con qualsiasi altro mezzo.

Per pubblicizzare l’iniziativa, è stata creata una pagina facebook dedicata, che ha raccolto quasi 1000 “miPiace” in poco più di due mesi.

Le attività del progetto Baobab si sono inoltre intrecciate con quelle del progetto ”Traghettamenti tra la Sardegna e Lampedusa” dell’associazione Carovana SMI, finanziato dalla Fondazione euromediterranea Anne Lindh (di cui anche l’Associazione Terra è membro), con l’assegnazione di una menzione speciale alle foto significative rispetto al tema dei migranti, al centro del progetto Lampedusa el’attribusione di un premio consistente nella partecipazione all’evento di chiusura del progetto, che si è tenuto a Lampedusa tra il 27 e il 30 giugno 2013.

Alla scadenza prevista per la presentazione delle proposte, il 10 maggio, sono pervenute circa ottanta foto, che sono state valutate da due giurie:

–  una giuria tecnica che, sulla base delle caratteristiche di “coerenza nell’interpretazione dei temi del concorso, creatività e originalità, scelta del soggetto, efficacia evocativa, tecnica fotografica”, ha individuato la foto vincitrice di un premio di 750 euro;

–  una giuria popolare, costituita da tutti gli utenti della pagina facebook del concorso che, entro il 31 maggio 213, ha votato, con i “mi piace”, le proprie foto preferite, una per ciascuno dei quattro temi del progetto.

Le foto raccolte raccontano Cagliari e pezzetti di mondo: volti, scorci della nostra città, gesti consapevoli di cittadinanza attiva, segnali di alleanze strette tra generazioni e tra luoghi.
Gli oltre trenta autori che hanno spedito le loro foto hanno offerto un’occasione per pensare e capire, oltre che con le immagini, anche nella particolare combinazione tra le foto e il loro titolo: il messaggio immediato delle fotografie, da un lato, e l’ulteriore messaggio suggerito dai titoli – a volte integrativo, a volte suggestivo di una realtà che diventa più chiara, proprio quando raccontata anche attraverso le parole.

Come osserva uno dei giurati, il fotografo e videoartista Giovanni Coda: “le fotografie proposte al concorso presentano, quasi tutte, un sano approccio “curioso”, unito allo spirito di osservazione, a volte maniacale, tipico del reportage urbano. Sono scatti chiari e ben definiti, che propongono Cagliari come un polo multietnico stabile e ben organizzato. C’è una nota di grande equilibrio e la propensione al perfezionamento delle strategie da adottare affinché ogni diversità venga riconsiderata e valorizzata nel suo aspetto positivo, inserita nel contesto che la vede portatrice di informazioni preziose e non un pericoloso ostacolo alla nostra quotidianità”.

Tutte le foto pervenute sono state inserite in un e-book, scaricabile qui.

Le attività del progetto “Baobab. Percorsi interculturali” si sono concluse con una festa in Piazza S. Sepolcro, il 30 giugno 2013: nel corso della festa sono stati premiati i vincitori del concorso fotografico e sono state esposte le foto selezionate dalla giuria. Qui tutti i dettagli dei premi assegnati.

L’evento finale del progetto

Il 30 giugno, a partire dalle ore 19, a Cagliari, in Piazza S. Sepolcro, ha avuto luogo l’evento “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”, momento festoso di chiusura del progetto “Baobab. Percorsi interculturali”.

Durante la serata si è svolta la premiazione delle foto vincitrici dell’omonimo concorso: è stato assegnato il premio della giuria tecnica e i premi assegnati dalla giuria facebook, uno per ognuno dei quattro temi in cui si articola il progetto Baobab: l’intercultura, la cittadinanza attiva, la nonviolenza, le differenze di genere.

Nella piazza S. Sepolcro e nelle vie adiacenti è stata allestita la mostra fotografica composta da alcune tra le foto che hanno partecipato al concorso.

La serata si è aperta con il lavoro di narrazione per immagini sonore “La terra è di chi … la cammina”: Gerardo Ferrara ha rielaborato in forma di narrazione il primo capitolo del romanzo “Maruzza Musumeci” di Andrea Camilleri, nel quale, attraverso la storia di Gnazio, che parte per l’America in cerca di fortuna – anche se il viaggio per mare lo atterrisce – si racconta la storia di tutti noi, tutti migranti quando cerchiamo un’opportunità di vita migliore e tutti clandestini quando questa opportunità ci viene negata.

A seguire, musiche e danze dal Senegal a cura di Baay Fall Danza.

La serata si è conclusa danzando la pace: insieme, tenendoci per mano, abbiamo eseguito le danze di vari paesi del mondo per divertirci ed esprimerci con il corpo, ma anche per conoscere culture altre; abbiamo scoperto che i popoli sono diversi, ma i passi delle danze simili, a partire dal nostro “ballu tundu”, e condivideremo sentimenti comuni di solidarietà e pace.
L’animazione è stata curata dalla Cooperativa Cemea Sardegna; l’accompagnamento musicale è stato affidato a Renato Perra alla chitarra, Giuseppe Mallai al basso, Amalia Fenu al violino, Ilario Frau alle percussioni e Pier Paolo Pau alla fisarmonica, che hanno eseguito musiche macedoni, israeliane, scozzesi, francesi, balcaniche e sarde.

Durante la serata è stato realizzato un collegamento telefonico con Lampedusa, per sentire il racconto e le testimonianze delle associazioni coinvolte nelle attività del succitato progetto “Traghettamenti – Lampedusa”, sull’isola per l’evento di chiusura del progetto le cui attività si sono intrecciate con quelle del progetto Baobab (maggiori informazioni sul sito del Progetto Lampedusa).

Qui la cronaca per immagini della serata; e questo il programma dettagliato:

Piazza S. Sepolcro, h. 19
“La terra è di chi … la cammina”
da un cunto di Andrea Camilleri, un lavoro di narrazione per immagini sonore
Siamo tutti migranti quando si cerca un’opportunità di vita migliore
e tutti clandestini quando questa opportunità ci viene negata
di Gerardo Ferrara
Gerardo Ferrara: voce “errante”, percussioni
Roberto Palmas: corde omeriche, chitarra

Piazza S. Sepolcro, h. 20
Premiazione delle foto vincitrici del concorso “Tutta la mia città! Sguardi su Cagliari plurale”: assegnazione dei premi della giuria tecnica e della giuria facebook

A seguire:
Musiche e danze dal Senegal a cura di Baay Fall Danza

Danzare la pace a cura della cooperativa CEMEA Sardegna: danze etniche da tutto il mondo, da danzare insieme in cerchio tenendoci per mano. Renato Perra alla chitarra, Giuseppe Mallai al basso, Amalia Fenu al violino, Ilario Frau alle percussioni e Pier Paolo Pau alla fisarmonica.

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