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Concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”: riassunto delle puntate precedenti e … I VINCITORI!

 

Il concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale” è stata una delle attività previste dal progetto “Baobab. Percorsi interculturali” ideato dalla nostra associazione e finanziato dalla Regione Sardegna (L.R. 3/2008, art. 8, comma 37, “Proposte progettuali in attuazione del piano straordinario a favore dei giovani e degli adolescenti: cofinanziamento di progetti ad associazioni senza fini di lucro nei diversi settori di interesse giovanile”).

Il concorso, con lo slogan “Il vostro sguardo è importante”, è stato lanciato lo scorso 20 marzo, e aperto a tutti/e i/le giovani tra i 14 e i 30 anni residenti o domiciliati nella provincia di Cagliari, che volessero esplorare la città e provare a raccontarla in immagini che parlassero di intercultura, cittadinanza attiva, differenze di genere, nonviolenza.

Alla scadenza prevista, il 10 maggio, abbiamo ricevuto circa ottanta foto: è possibile vederle nei quattro album della galleria fotografica della pagina facebook dedicata al concorso.

Le fotografie sono state valutate da due giurie:

– una giuria tecnica, composta da da fotografi professionisti e mediatori culturali (Marco Alberto Desogus, fotografo; Giovanni Coda, fotografo; Gisella Congia, fotografa; Mamadou Mbengue, mediatore culturale; Ornella D’Agostino, coreografa; Teresa Capula, associazione Terra) che, sulla base delle caratteristiche di “coerenza nell’interpretazione dei temi del concorso, creatività e originalità, scelta del soggetto, efficacia evocativa, tecnica fotografica”, ha individuato la foto vincitrice di un premio di 750 euro;

una giuria popolare, costituita da tutti gli utenti della pagina facebook del concorso che, entro il 31 maggio scorso, ha votato, con i “miPiace”, le proprie foto preferite, una per ciascuno dei quattro temi del progetto.

Le foto raccolte raccontano Cagliari e pezzetti di mondo: volti, scorci della nostra città, gesti consapevoli di cittadinanza attiva, segnali di alleanze strette tra generazioni e tra luoghi.

Gli oltre trenta autori che hanno spedito le loro foto ci offrono un’occasione per pensare e capire, oltre che con le immagini, anche nella particolare combinazione tra le foto e il loro titolo: il messaggio immediato delle fotografie, da un lato, e l’ulteriore messaggio suggerito dai titoli – a volte integrativo, a volte suggestivo di una realtà che diventa più chiara, proprio quando raccontata anche attraverso le parole.

Come  osserva uno dei giurati, il fotografo Jo Coda: “le fotografie proposte al concorso presentano, quasi tutte, un sano approccio “curioso”, unito allo spirito di osservazione, a volte maniacale, tipico del reportage urbano. Sono scatti chiari e ben definiti, che propongono Cagliari come un polo multietnico stabile e ben organizzato. C’è una nota di grande equilibrio e la propensione al perfezionamento delle strategie da adottare affinché ogni diversità venga riconsiderata e valorizzata nel suo aspetto positivo, inserita nel contesto che la vede portatrice di informazioni preziose e non un pericoloso ostacolo alla nostra quotidianità”.

I partecipanti al concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”:

Alessandra Spano
Alessandro Muntoni
Alessandro Mura
Alice Melis
Aurora Tonnicchi
Carola Vincis
Cristina Murgia
Daniela Serpi
Denise Zanda
Eva Ligas
Federica Car
Francesca Corriga
Francesco Cuomo
Giorgia Plaisant
Giulia Prinzis
Maria Rosaria Loi
Marco Muntoni
Massimiliano Perisi
Matteo Dettori
Nadia Carla Serra
Nicola Matta
Oscar Picciau
Pierluigi Meloni
Raffaella Atzori
Roberto Tidu
Sara Mandis
Sonia Lecca
Stefano Melis
Valentina Cocco
Valentina Ghiani
Valentina Simeone
Valeria Atzeri
Valerio Loi

… ed ecco le foto premiate:

Premio della Giuria tecnica: “Legami” di Giulia Prinzis

Motivazione:

In uno scatto all’apparenza semplice è possibile inquadrare e cristallizzare più di una complessità. Il lavoro, la distanza, la diversità saldate in un contesto solidale, positivo e protettivo. La fotografia Legàmi raccoglie il tema dell’intercultura nel suo aspetto più intimo di incontro, unione e “contatto” privo di pregiudizio.

Una fotografia che non lascia molto spazio a dubbi interpretativi tanto è diretta e disarmante, efficace nel proporre due mondi che stanno tentando di venirsi incontro l’un l’altro. Nessun trucco e nessuna regola certa, nessuna complessa elucubrazione per dimostrare che, in molti casi, la “spontaneità” di un gesto è radice comune quando si tratta di condividere parti di un percorso altrui.

Nella foto appaiono tre campi: una venditrice ambulante, presumibilmente la mamma della bambina sulla sinistra, la bancarella della donna e l’ingresso di un negozio sul quale sosta la commessa, o la proprietaria, che tiene tra le braccia la bambina. I tre campi possono essere letti sia in modo autonomo che nel loro insieme; la lettura globale dell’immagine racconta la storia di tre donne con vissuti e età anagrafiche differenti, che si ritrovano a condividere uno stesso luogo. La contiguità fisica dei due “negozi” porta a immaginare anche una vicinanza amicale e di condivisione quotidiana tra i protagonisti, visibili e non, dello scatto; vicinanza avvalorata ancor di più dal gesto d’affetto ripreso che vede coinvolti attori più giovani, sottendendo alla possibilità/speranza che per le nuove generazioni il concetto di “intercultura” sia un aspetto naturale del vivere etico e civile. Dalla convivenza e dal luogo nascono i legami tra le persone.

Da un punto di vista puramente tecnico, lo scatto si sarebbe potuto migliorare su alcuni elementi compositivi (si tratta di piccoli dettagli: l’inquadratura è un poco soffocante sulla destra; basta solo un passo indietro qualche volta), ma essa ha colto pienamente il tema e il suo messaggio arriva con forza. Brava all’autrice, e benvenuta fra i fotografi!”.

Premi assegnati dalla giuria popolare attraverso i “miPiace” su facebook:

– per il tema Nonviolenza: Denise Zanda per la foto “Bacio – Pugno

– per il tema Cittadinanza attiva: Massimiliano Perisi per la foto “Un primo passo per essere cittadini attivi

– per il tema Intercultura: Alessandro Muntoni per la foto “-Driiin!- Akon, apri, sono io

– per il tema Differenze di genere: Massimiliano Perisi per la foto “Una mattina di – genere – diverso

– menzione del progetto “Traghettamenti – Lampedusa“: Alessandra Spano per le foto “Dietro la rete sorveglianza armata” e “Oltre la rete

 

Motivazione:

Le fotografie di Alessandra Spano “dietro e oltre la rete” ricevono la
menzione speciale del “Progetto Lampedusa”. Le due foto si distinguono
per la forza evocativa nel narrare, dietro e oltre le immagini
impresse, le due facce della medaglia:  nel dramma dell’esistenza
possono aprirsi varchi aldilà della reclusione.
Le immagini inoltre tracciano la militanza dell’autrice che osa stimolare relazioni umane lì dove ostinatamente si innalzano “barriere” per generare distanze e pregiudizi“.

L’associazione Carovana s.m.i, capofila del progetto, ha invitato l’autrice delle foto a partecipare all’evento di chiusura del progetto, che avrà luogo a Lampedusa tra il 26 giugno e il 1° luglio 2013.

Sul sito del progetto “Traghettamenti tra la Sardegna e Lampedusa”, è inoltre visibile la galleria delle foto che, tra quelle partecipanti al concorso, a giudizio dei curatori del progetto, hanno meglio interpretato gli obiettivi e le finalità del progetto Traghettamenti, parte del progetto nazionale “Lampedusa”, realizzato dalla rete italiana della Fondazione Anna Lindh, in collaborazione con le reti albanese e tunisina nell’ambito del programma “Operazioni Comuni”. Ricordiamo che il progetto si è proposto di tracciare le condizioni e le rotte di vita dei migranti che attraversano la città di Cagliari; tracce, spesso occultate, del nomadismo migratorio che si è determinato negli ultimi anni dalle coste del Nord Africa, verso Lampedusa e la Sardegna.

Fotografie segnalate dalla giuria per la realizzazione della mostra

Alessandro Mura – Anima e corpo

Marco Muntoni – Il mio angolo di verde tra le mura di Castello

Valerio Loi – Le nostre differenze

Denise Zanda – Madre e figlia

 

 

 

 

Raffaella Atzori – Diversità in gioco

Valerio Loi – Gli invisibili

 

 

 

 

 

Carola Vincis – Impavida

 

Marco Muntoni – Marche dans ma Villanova

 

 

 

 

 

 

Daniela Serpi – Amicizia

Eva Ligas – Bang-bang

 

 

 

 

 

 

Le foto selezionate saranno esposte nel corso dell’evento finale del progetto “Baobab. Percorsi interculturali” il 30 giugno, in Piazza S. Sepolcro, a Cagliari.

Tutte le foto pervenute saranno presto disponibili su un e-book dedicato al concorso, scaricabile dal nostro sito internet.

Rendiamo infine disponibile un contributo che Gisella Congia, fotografa e giurata del concorso, ha voluto indirizzare a tutti/e i fotografi/e partecipanti.

Grazie ancora a tutti e a tutte!

Qualche riflessione_Gisella Congia

“Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”: la festa finale del progetto “Baobab. Percorsi interculturali”

Si svolgerà il prossimo 30 giugno, a partire dalle ore 19, a Cagliari, in Piazza S. Sepolcro, l’evento “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”, la festa di chiusura del progetto “Baobab. Percorsi interculturali” curato dall’Associazione Terra Onlus e finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna – Direzione Generale della Pubblica Istruzione.

Durante la serata avrà luogo la premiazione delle foto vincitrici dell’omonimo  concorso: sarà assegnato il premio della giuria tecnica e i premi assegnati dalla giuria facebook, uno per ognuno dei quattro temi in cui si articola il progetto Baobab: l’intercultura, la cittadinanza attiva, la nonviolenza, le differenze di genere.

Sarà inoltre possibile visitare la mostra delle foto partecipanti al concorso.

La serata si aprirà con il lavoro di narrazione per immagini sonore “La terra è di chi … la cammina”: Gerardo Ferrara rielaborerà in forma di narrazione il primo capitolo del romanzo “Maruzza Musumeci” di Andrea Camilleri, nel quale, attraverso la storia di Gnazio, che parte per l’America in cerca di fortuna – anche se il viaggio per mare lo atterrisce – si racconta la storia di tutti noi, tutti migranti quando cerchiamo un’opportunità di vita migliore e tutti clandestini quando questa opportunità ci viene negata. Gerardo Ferrara darà voce errante al racconto; Roberto Palmas lo ritmerà, con le corde omeriche e la chitarra.

A seguire, musiche e danze dal Senegal a cura di Baay Fall Danza.

Per concludere la serata, danzeremo la pace: eseguiremo insieme, in cerchio e tenendoci per mano, le danze di vari paesi del mondo per divertirci ed esprimerci con il corpo, ma anche per conoscere culture altre; scopriremo che i popoli sono diversi, ma i passi delle danze simili, a partire dal nostro “ballu tundu”, e condivideremo sentimenti comuni di solidarietà e pace.
L’animazione sarà a cura della Cooperativa Cemea Sardegna.

Nella piazza S. Sepolcro e nelle vie adiacenti sarà allestita la mostra fotografica composta da alcune tra le foto che hanno partecipato al concorso.

Durante la serata ci collegheremo con Lampedusa, e sentiremo il racconto e le testimonianze delle associazioni coinvolte nelle attività del progetto “Traghettamenti – Lampedusa” (Carovana SMI, capofila del progetto; Is Mascareddas; Fondazione Mediterraneo) finanziato dalla Fondazione euromediterranea Anne Lindh (di cui anche l’Associazione Terra è membro) , sull’isola per l’evento di chiusura del progetto le cui attività si sono intrecciate con quelle del progetto Baobab.

Le associazioni Terra e Carovana SMI hanno infatti creato una sinergia tra il concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale” e il progetto “Traghettamenti – Lampedusa“: una menzione è stata assegnata alle foto significative rispetto all temi dei migranti proposti dal progetto Lampedusa, e la menzione speciale, che assegna ad un fotografo/a un premio che consiste nella partecipazione all’evento finale del progetto, previsto tra il 27 e il 30 giugno 2013 a Lampedusa, dove si incontrano i partners che hanno realizzato le attività in Italia, Tunisia ed Albania.

Questo il programma dettagliato della serata:

Piazza S. Sepolcro, h. 19
“La terra è di chi … la cammina”
da un cunto di Andrea Camilleri, un lavoro di narrazione per immagini sonore
Siamo tutti migranti quando si cerca un’opportunità di vita migliore
e tutti clandestini quando questa opportunità ci viene negata
di Gerardo Ferrara
Gerardo Ferrara: voce “errante”, percussioni
Roberto Palmas: corde omeriche, chitarra

Piazza S. Sepolcro, h. 20
Premiazione delle foto vincitrici del concorso “Tutta la mia città! Sguardi su Cagliari plurale”: assegnazione dei premi della giuria tecnica e della giuria facebook

A seguire:
Musiche e danze dal Senegal a cura di Baay Fall Danza

Danzare la pace a cura della cooperativa CEMEA Sardegna
Danze etniche da tutto il mondo, da danzare insieme in cerchio tenendoci per mano
Eseguiremo insieme danze etniche macedoni, israeliane, scozzesi, francesi, balcaniche e sarde, accompagnati da Renato Perra alla chitarra, Giuseppe Mallai al basso, Amalia Fenu al violino, Ilario Frau alle percussioni e Pier Paolo Pau alla fisarmonica.

Sarà l’occasione per divertirci, esprimerci attraverso il corpo e conoscere culture altre; scopriremo che i popoli sono diversi, ma i passi delle danze simili, a partire dal nostro “ballu tundu”, e condivideremo sentimenti comuni di solidarietà e pace.

Durante la serata, in Piazza S. Sepolcro e in via G. M. Dettori, sarà esposta la mostra fotografica “Tutta la mia città! Sguardi su Cagliari plurale”, composta dalle foto partecipanti al concorso fotografico “Tutta la mia città! Sguardi su Cagliari plurale”.

Il progetto “Baobab. Percorsi interculturali”, è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna – Direzione Generale Pubblica Istruzione, Servizio Formazione superiore e permanente e dei supporti direzionali nell’ambito dell’“Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali in attuazione del piano straordinario a favore dei giovani e degli adolescenti: cofinanziamento di progetti ad associazioni senza fini di lucro nei diversi settori di interesse giovanile” (L.R. 3/2008, art.8, comma 37), e ha inteso promuovere tra i/le giovani e gli/le adolescenti di età compresa tra i 14 e 30 anni, il dialogo e lo scambio sui temi dell’intercultura, della rappresentazione del “diverso”, della differenza di genere e della cittadinanza consapevole, prevenendo e contrastando la formazione di stereotipi e pregiudizi.

Queste le attività del progetto, che hanno avuto luogo tra marzo 2012 e giugno 2013:
– la rassegna cinematografica “NuovoMondo. Proiezioni e incontri sulle rotte dei migranti“, realizzata in collaborazione con il Circolo del cinema FICC Laboratorio28;
– quattro laboratori e quattro conferenze sui temi dell’intercultura, della cittadinanza attiva, della nonviolenza e della differenza di genere, che hanno visto la collaborazione di Leonardo Carocci, Enrica Degortes, Stefano Ciccone e Barbara Mapelli, Lorella Zanardo e Cesare Cantù, oltre alla cooperativa La Carovana e alle associazioni Scambiare e Iskra;
– un concorso fotografico sulla Cagliari multietnica.

Le iniziative in programma si sono proposte, attraverso l’utilizzo di linguaggi non formali, di sviluppare tra i partecipanti la curiosità, la comprensione e l’accettazione attiva dell’”altro”, stimolando la partecipazione attiva e promuovendo modelli e stili di vita positivi e solidali.

Concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”: si parte!

Ci siamo! Parte il concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale”: sono disponibili il regolamento e la scheda di iscrizione al concorso.

Di cosa si tratta? L’associazione Terra Onlus, nell’ambito del progetto “Baobab. Percorsi interculturali” finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 3/2008, art. 8, comma 37, “Proposte progettuali in attuazione del piano straordinario a favore dei giovani e degli adolescenti: cofinanziamento di progetti ad associazioni senza fini di lucro nei diversi settori di interesse giovanile”) indice il concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale“.

Il concorso è aperto a tutti/e i/le giovani tra i 14 e i 30 anni residenti o domiciliati nella provincia di Cagliari, che vogliano esplorare la città e raccontarla in immagini che parlino di intercultura, cittadinanza attiva, differenze di genere, nonviolenza.

Il concorso ha l’obiettivo di realizzare una mostra fotografica sulla ricchezza interculturale della città di Cagliari che esprima, attraverso le immagini, la ricchezza e la complessità del dialogo interculturale e dell’incontro tra differenze.

Cerchiamo immagini che ritraggano le persone e i luoghi della nostra città che concretizzano l’incontro tra identità differenti, sia attraverso le difficoltà di comunicazione e le possibili tensioni, che nella ricerca e nella scommessa di un dialogo positivo.

Per le proposte che meglio interpreteranno i quattro temi del progetto Baobab (li ricordiamo: intercultura, cittadinanza attiva, differenze di genere, nonviolenza) sono in palio premi in denaro, la possibilità di vedere esposte le foto in occasione della mostra fotografica che si terrà a Cagliari nel mese di giugno 2013 , la pubblicazione in un e-catalogo e la pubblicizzazione in occasione degli eventi  del progetto “Traghettamenti tra la Sardegna e Lampedusa” realizzato dalla rete italiana della Fondazione Anna Lindh.

Attenzione: la data per la presentazione delle fotografie è il 30 aprile 2013.

Per saperne di più, e per partecipare, è possibile scaricare:

–      il regolamento del concorso fotografico, in formato pdf;

–      la scheda di iscrizione, nei formati odt e word.

Se la lettura del regolamento non risolve tutti i vostri dubbi, e avete bisogno di ulteriori informazioni o chiarimenti, potete rivolgervi alla segreteria organizzativa del concorso, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica: baobab.concorsofotografico@gmail.com.

Segnaliamo che il regolamento del concorso prevede la possibilità di assegnare una eventuale menzione di merito alla/alle foto che, nell’affrontare i temi indicati, interpreterà/ranno anche gli obiettivi e le finalità del progetto “Traghettamenti tra la Sardegna e Lampedusa“, parte del progetto nazionale “Lampedusa”, realizzato dalla rete italiana della Fondazione Anna Lindh, in collaborazione con le reti albanese e tunisina nell’ambito del programma “Operazioni Comuni”. Il progetto si propone di tracciare le condizioni e le rotte di vita dei migranti che attraversano la città di Cagliari; tracce, spesso occultate, del nomadismo migratorio che si è determinato negli ultimi anni dalle coste del Nord Africa, verso Lampedusa e la Sardegna. Focus del progetto è l’isola di Lampedusa che, per la sua collocazione geografica, è ponte tra Europa e Africa, e rappresenta un luogo, una metafora, che comprende altre destinazioni – tra queste, la Sardegna – lungo le rotte dei migranti. Un luogo da cui partire per raccontare il nomadismo di chi è in cerca di sé e dei luoghi in cui approdare per una vita migliore.

Se vuoi saperne di più, trovi qui maggiori informazioni sul progetto Lampedusa-Traghettamenti.

Riepilogando: il vostro sguardo è importante e dunque …  attendiamo le vostre proposte!

ATTENZIONE! A seguito di diverse richieste di chiarimenti, e in attesa di successivi approfondimenti che terranno conto dell’attuale processo di riorganizzazione amministrativa delle istituzioni provinciali, abbiamo stabilito di consentire la partecipazione al concorso fotografico “Tutta mia la città! Sguardi su Cagliari plurale” a proponenti che siano residenti / domiciliati nella Provincia di Cagliari intesa quale “provincia storica”, ovvero comprensiva delle province di nuova istituzione di Carbonia – Iglesias e del Medio Campidano.

Le proposte provenienti da tali province saranno, in questa fase, ammesse con riserva; sarà, in ogni caso, garantita la diffusione dei materiali pervenuti, anche se questi dovessero essere, a seguito degli approfondimenti in corso, successivamente classificati come fuori concorso.

Nessuna variazione, naturalmente, rispetto ai temi del concorso: gli elaborati fotografici dovranno affrontare, con particolare riferimento alla città di Cagliari, i temi del progetto “Baobab. Percorsi interculturali”: l’interculturalità, le differenze di genere, la nonviolenza, la cittadinanza attiva.

“Emergenza Nord Africa”: qualche osservazione dopo l’incontro con alcuni dei migranti beneficiari del progetto

 

In fuga dagli scenari di guerra della primavera araba, migliaia di migranti nel 2011 sono fuggiti dalla Tunisia e dalla Libia e sono arrivati nel nostro paese. L’impegno delle istituzioni è stato quello di offrire assistenza ai profughi, attraverso il progetto “Emergenza Nord Africa”: la gestione dell’assistenza è stata assegnata alla Protezione civile, che ha dislocato i migranti in tutte le regioni italiane, Sardegna compresa.

Tra i migranti accolti, quasi tutti hanno presentato richiesta di asilo: alcune sono state accolte, altre respinte, molte altre sono ancora in attesa di risposta.

Il 31 dicembre 2012 è scaduto lo stato di emergenza dichiarato dal governo a febbraio 2011. Il primo gennaio 2013 era prevista la conclusione degli interventi straordinari e, con essa, l’erogazione delle risorse. L’incertezza sulla copertura finanziaria riservata per l’accoglienza dei profughi si è risolta solo nelle scorse settimane, con la conferma del programma sino almeno alla fine febbraio. Le Prefetture, subentrate alla Protezione civile nella gestione ordinaria, saranno responsabili dell’assistenza per i prossimi due mesi, stipulando nuove convenzioni con le strutture ospitanti i profughi, o rinnovando quelle vigenti. Ciò che si intenderebbe garantire agli stranieri ancora presenti è una accoglienza finalizzata a una progressiva uscita dei migranti dal “sistema”, anche attraverso programmi di rimpatrio volontario e assistito. Tuttavia, non sembra ancora previsto un piano d’azione a medio e lungo termine.

L’incontro del 13 dicembre, avvenuto nell’ambito delle attività del progetto Traghettamenti, ci ha consentito di ascoltare le testimonianze di alcuni tra i migranti ospiti nell’Isola. Siamo rimasti colpiti dal loro racconto: i profughi sono stati “ospitati” (o tenuti a “bagnomaria”, come qualcuno ha detto) non si sa in quale prospettiva, e una situazione che avrebbe dovuto essere soltanto provvisoria, continua a protrarsi da quasi due anni.

Le strutture private che hanno accolto i profughi (spesso isolate, e non funzionali a favorire processi di integrazione) sono gestite da associazioni e cooperative che sino a poco prima si occupavano di povertà e di devianze, ma non di questioni legate all’immigrazione, e che non hanno potuto offrire ai propri assistiti se non l’assistenza minima: un letto e i pasti caldi. Nonostante i tanti soldi stanziati, nella maggior parte dei casi i previsti corsi di italiano, i percorsi di integrazione, gli inserimenti formativi, i servizi di orientamento psicologico e lavorativo (tanto più difficili da attuare in questa fase di grave crisi economica), non sono mai partiti, o sono partiti solo come necessario “adempimento amministrativo”, nel dicembre 2012.

Alcuni tra i migranti intervenuti hanno disperatamente richiesto un rinnovo dell’accoglienza; altri, un’accoglienza che permetta loro di farcela da soli, nel minor tempo possibile.

L’impressione è, comunque, che tra i migranti sbarcati saranno veramente pochi coloro che, terminato il programma di accoglienza, avranno raggiunto livelli di autonomia tali da pensare di potercela fare da soli.

Cercheremo di informarci e di informare ancora sull’evolversi del programma e sulla situazione dei profughi, in particolare di quelli ospiti in Sardegna, augurandoci che i diritti delle persone possano coniugarsi a una buona gestione delle risorse pubbliche e che, anche se tra le tante difficoltà, si possa finalmente passare da una fase di accoglienza in “emergenza” ad una nella quale tutti, migranti, operatori, cittadini e cittadine, siamo impegnati a costruire la normalità della quotidianità e delle relazioni.

L’associazione Terra partecipa alle attività del progetto “Traghettamenti. Viaggio a ritroso nelle comunità di migranti tra Sardegna e Lampedusa”

L’associazione Terra è parte del network della Fondazione Anna Lindh, fondazione euromediterranea impegnata a
favorire il dialogo tra i popoli delle diverse sponde del
Mediterraneo.

Terra collabora con la rete sarda delle associazioni che aderiscono alla Fondazione, coordinata dall’associazione La carovana.

La rete sarda ha in corso il progetto “Traghettamenti”, alla realizzazione del quale parteciperà anche la nostra associazione.

Il progetto è parte di un’iniziativa di cooperazione più ampia, il “Progetto Lampedusa”, che vede la collaborazione di associazioni delle reti italiana, albanese e tunisina della Fondazione Anna Lindh. Il progetto è finanziato, nel 2012-2013, dal programma “Operazioni Comuni” della Fondazione.

Il 13 e il 14 dicembre 2012 si è svolta a Cagliari la conferenza di lancio del progetto Lampedusa in Sardegna: “Traghettamenti. Viaggio a ritroso nelle comunità di migranti tra Sardegna e Lampedusa”. Si tratta di un progetto di ricerca e produzione artistica che sarà realizzato a Cagliari: si propone di produrre racconti di vita attraverso le diverse forme artistiche della scrittura, dei video, della performance, della musica e della sonorizzazione. I materiali saranno raccolti attraverso un’indagine socio-antropologica e storica che, con percorsi di ricerca-azione, seguirà le rotte di vita dei migranti che, partendo dalle coste del Nord Africa, raggiungono Lampedusa e, da lì, anche la città di Cagliari e la nostra isola.

Le attività si svolgeranno tra dicembre 2012 e febbraio 2013; i materiali raccolti saranno selezionati e presentati nel corso di un evento che avrà luogo a Cagliari, per essere poi traghettate e divulgate a Lampedusa durante l’evento nazionale previsto a giugno 2013.

Nel corso della due giorni sono stati divulgati gli obiettivi, le azioni e si è fatto il punto su quanto già realizzato in Sardegna, in particolare nell’ambito del progetto Emergenze Nord Africa. Si sono inoltre definite e condivise le attività da realizzare in Sardegna nell’ambito del progetto Lampedusa, con l’avvio di un processo di progettazione partecipata tra operatori sardi, italiani, tunisini e albanesi sul tema “Arte e azione socio-culturale sostenibile”.

L’associazione Terra ha, in particolare, partecipato all’incontro con gli operatori e i migranti del programma Emergenza Nord Africa, svoltosi nel pomeriggio del 13 dicembre presso lo Spazio SEARCH del Comune di Cagliari: sono stati ascoltati rappresentanti istituzionali, operatori e mediatori, oltre agli attuatori del programma “Emergenza Nord Africa” (Donne al Traguardo, La Collina, La Carovana, Arcoiris) e, soprattutto, i profughi e gli immigrati.

Hanno trovato inoltre spazio le performance artistiche a cura degli ospiti e di Carovana SMI.

Puoi leggere qui le nostre impressioni sull’incontro.